Il nuovo più caldo ed inospitale del pianeta si trova in Iran (86,8°C)

Il caldo torrido dell’estate 2015. Siamo più che contenti di affidarci ai dati della Nasa: perché non abbiamo alcuna intenzione di mettere piede a Dasht-e Lut, deserto dell‘Iran, ancora una volta considerato dal satellite della NASA il posto più caldo del pianeta con 86,8 °C di massima raggiunti. E’ considerato il posto più estremo e desolato del pianeta, le condizioni rendono praticamente impossibile ogni forma di vita.

Nella maggior parte dell’anno, i visitatori (l’accesso è consentito solo a personale autorizzato per questioni di sicurezza, quindi scienziati e tecnici con equipaggiamenti da astronauta). Il fatto che poi i recenti 70.7° siano anche quelli più alti mai registrati dall’uomo (grazie agli strumenti per farlo) rende tutto alquanto infernale. Perché da girone dell’inferno sembrerebbe l’esperienza del capitare nel deserto lavico iraniano – specie per chi boccheggia davanti all’ennesimo servizio del Tg con anziani, fontane, gelati.

Se la città più fredda del mondo, a Jakutsk, aveva comunque dato segni di vita e di umani che si bardavano per affrontare quell’infinito “sotto zero” (altro peccato, altro girone dell’inferno) qui a Dasht-e Lut il satellite Nasa non regala scene di vita quotidiana… solo un deserto (le forme di quotidianità le trovate al massimo in quel che resta nel villaggio di Deyhuk ai confini desertici). Ma nell’inferno di una calura senza fine (altro che 35° da vento d’Africa in Europa) abitano e boccheggiano gli australiani del Queensland, ventre australiano che ha raggiunto i 69,3°, mentre il cliché dell’Africa avvolta dal caldo disumano è ancora in lizza per la top five delle località più calde del pianeta: con Dallol in Etiopia, Timbuctu in Mali e El Azizizia in Libia. Chi si vuole ancora lamentare del caldo che fa?