La storia dietro questo filosofo mummificato da 300 anni vi gelerà il sangue

A seguito della richiesta allegata al testamento, il corpo del filosofo inglese Jeremy Bentham fu imbalsamato e conservato dopo la sua morte, avvenuta nel 1832, dal suo allievo Thomas Southwood Smith. In vita fu un eccezionale pensatore, antesignano di moltissime rivoluzioni sociali come la parità di diritti alle donne, l’abolizione della schiavitù, la difesa dei diritti degli animali, la separazione di Stato e Chiesa, il diritto al divorzio e la depenalizzazione del reato di sodomia. La testa e il corpo furono collocati in un armadio di legno che Bentham stesso chiamò “Auto-icon”. Il corpo fu vestito con gli abiti di Bentham e conservato in tale stato per i successivi decenni.

L’Auto-icon aveva lo scopo di mostrare il corpo reale di Bentham, mummificato per assomigliare, almeno nei piani del filosofo, al suo aspetto durante la vita. Gli sforzi di Southwood Smith di mummificare il capo non ebbero i migliori risultati, e infine il viso dell’eminente pensatore inglese assunse un aspetto macabro e discretamente terrificante. Auto-Icon fu infine dotata di una testa di cera raffigurante Bentham ed esposta all’University College di Londra, che la acquisì nel 1850.

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Oggi Auto Icon è esposto nel chiostro sud dell’University College of London, università che lo stesso Bentham contribuì a fondare come istituzione laica, ed è liberamente visitabile:

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La testa del filosofo venne dapprima posta sotto alle gambe della mummia, ma fu poi chiusa in una teca a seguito di un furto con riscatto operato da alcuni studenti nel 1975. Viene sottoposta ad annuale check-up sullo stato di conservazione, e i curatori delle antichità presenti nell’università sono seriamente preoccupati riguardo la perdita dei capelli dell’eminente filosofo che, dopo 183 anni dalla sua morte, ha ancora comunque una chioma del tutto rispettabile.

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I dettagli del viso risalgono alle fotografie di Settembre 2015, quando la testa è stata ispezionata per l’ultima volta