Morto da 5 giorni ma vi erano segni di vita: Il bambino dei Bellingan, l’unico zombie realmente esistito

Tra le migliaia di vittime, se ne ricorda una in particolare che sembrò vincere la morte. Il figlio dei Bellingan contrasse la malattia a dicembre del 1879, il progresso fu veloce ed inarrestabile. I preparati medicinali a base di zinco e piombo non erano solo inutili, spesso indebolivano ulteriormente gli organismi dei malati e velocizzavano il trapasso. Il cuore del bambino cessò di battere a gennaio del 1880, fra le braccia della madre disperata. Quando la speranza sembrava persa ed il trionfo della morte certo, accadde qualcosa che turbò tutti nel profondo…

A 3 giorni dal decesso non vi era alcun segno di morte: Non vi era alcuna manifestazione di rigidità cadaverica, i tessuti ed i muscoli erano ancora molli e flessibili. Inoltre, la pelle era di colore vivo e ben idratata, cosa del tutto insolita in un corpo deceduto ormai da 3 giorni. I genitori sperarono nel miracolo, ma ben presto fu chiaro che fosse l’inizio di uno strano prodigio che tutt’ora non trova spiegazione razionale…

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Fu convocato lo stesso medico legale che ne aveva attestato il decesso ed, effettivamente, non vi sembravano essere più chiari e palesi segni di morte. Il polso sembrava molto debole e la pupilla rispondeva minimamente a fonti di luce, il che suggeriva che poteva esserci ancora un’attività cardiaco/cerebrale anche se molto debole. Quel corpo così caldo e vivo, era ulteriore segnale che quel bimbo poteva svegliarsi da un momento all’altro. I presenti alla veglia tentarono stravaganti manovre per cercare di svegliare quel corpicino, ma ogni tentativo fu vano. Fu richiesto al sindaco di Pincherville un permesso per ritardare la sepoltura considerata la situazione straordinaria.

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