Michael Jackson sarebbe vivo, e si nasconderebbe dietro l’identità di un ustionato

LE STORIE IN RETE – «Le storie che girano in rete riguardanti il fatto che Micahel Jackson sia ancora vivo sono alimentate dal dolore di tutti quelli che lo hanno amato. Lui era una persona così speciale che la gente ritiene impossibile pensare che non ci sia più. Dave Dave è un uomo straordinario, di cui Jackson si è preso cura per anni, senza pretendere nulla in cambio. Ho parlato con lui nelle scorse settimane, sta bene e sta studiando per diventare avvocato in una scuola dello Utah. Per questo posso garantirvi che, se Michael Jackson sarebbe entusiasta all’idea che Dave diventi un avvocato, lui stesso non avrebbe mai voluto esserlo e rabbrividirebbe al solo pensiero».

LE LEGGENDE DELLE ALTRE STAR SCOMPARSE – Ma questa di Jackson è solo l’ultima delle leggende popolari che riguardano le celebrità, ufficialmente passate a miglior vita, magari anche da anni, eppure beccate a gironzolare da qualche parte sul pianeta. E’ il caso di Jim Morrison, che Ray Manzarek, ex tastierista dei Doors, sostiene essere vivissimo e abitante in incognito alle Seychelles, mentre altri sostengono di vederlo aggirarsi per le strade di Parigi, come pure di John Lennon (vedi filmato su Youtube) che lo immortala mentre suona la chitarra in mezzo a un gruppo di bambini), senza dimenticare l’onnipresente Elvis Presley, di cui ormai non si contano più gli avvistamenti (l’ultimo lo vorrebbe fattore in Kansas), mentre un sito elenca anche le 10 teorie per le quali The King è ancora vivo.

E se la morte di Marilyn Monroe ha sempre lasciato spazio alla fantasia, con ipotetiche ricostruzioni circa la dinamica del decesso (suicidio o omicidio) e l’effettiva scomparsa dell’attrice, a Paul McCartney è pure andata peggio, visto che una famosa leggenda metropolitana lo vorrebbe morto in un incidente stradale nel 1966 e sostituito da un sosia, tale William Campbell. Non solo. Da allora, i tre superstiti dei Beatles avrebbero cominciato a piazzare segni rivelatori sulle copertine dei dischi e non si sarebbero più esibiti dal vivo, perché Campbell era più alto di McCartney.

E a corroborare la storia, lo studio del 2009 di due periti italiani – l’informatico Francesco Gavazzeni e il medico legale Gabriella Carlesi – sul cranio del cantante e l’analisi comparata delle immagini di McCartney prima e dopo il supposto incidente, con la conclusione che potrebbero essere due persone diverse, sia pur molto somiglianti. Insomma, il dubbio continua.